GIANNI E PINOTTO CONTRO L'UOMO INVISIBILE

Lou Costello, Adele Jergens e Bud Abbott
Lou Costello, Adele Jergens e Bud Abbott


GIANNI E PINOTTO NOIR


La coppia formata da Bud Abbott (Gianni) e Lou Costello (Pinotto) in un film divertente che strizza l'occhio ai grandi noir degli anni '40. Ve lo consiglio vivamente, cari lettori. Conservatelo nella vostra cineteca, perché vi regalerà momenti di meravigliosa spensieratezza.


"Gianni e Pinotto contro l'uomo invisibile" (titolo originale: Bud Abbott Lou Costello Meet the Invisibile Man) è un delizioso film comico del 1951 diretto dal regista Charles Lamont, con cui il duo comico ha molte volte lavorato. In quest'avventura i nostri Gianni e Pinotto strizzano l'occhio ai grandi noir in bianco e nero e in parte al genere horror: interpretano due investigatori piuttosto pasticcioni alle prese con un pugile che, per dimostrare la sua innocenza, e non esser nel frattempo catturato dalla polizia, s'inietta una pozione che lo rende invisibile. Ecco quindi che la storia si fa avvincente, merito anche degli effetti speciali: vediamo quest'uomo svaporare, in pochi secondi trasformarsi in un uomo di fumo e, pian piano, scomparire del tutto. Gianni e Pinotto vengono dunque ingaggiati dal pugile, uomo invisibile, e lo aiutano a consegnare alla giustizia i veri criminali, tramite un piano piuttosto elaborato: Pinotto s'improvvisa persino boxer, mettendo al tappeto un osso duro del ring, Rocky Hanlon (i pugili si chiamano spesso Rocky...), ovviamente, Pinotto, di combattere fa solo finta, perché i pugni li assesta con potenza l'uomo invisibile...Gli ingredienti del noir sono numerosi (la caccia al cattivo, la femme fatale, il ricatto, la sparatoria finale) e ben mescolati con la commedia. Ed esilaranti i momenti di Gianni e Pinotto con l'uomo invisibile, di cui si sente solo la voce, mentre gli oggetti s'agitano in aria: sigarette, bicchieri, spaghetti, carte da gioco. Fantastica la scena dell'auto che sfreccia nella notte guidata, appunto, da "nessuno"...


PS. A proposito di uomini invisibili e uomini di fumo, la memoria, per associazione di idee, mi va ad Aldo Palazzeschi e al suo romanzo "Il codice di Perelà". Lo avete letto? Vi è piaciuto? Perché?

©micolgraziano


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