"I basilischi" di Lina Wertmüller (1963) - Un pezzo di storia del cinema italiano


Stefano Satta Flores e Rosanna Santoro ne "I basilischi"


Perché basilischi? I basilischi sono coloro che abitano (o sono nati) in Basilicata (dove in parte il film è stato girato, il comune è Palazzo San Gervasio, provincia di Potenza). Ma basilisco è anche una sorta di grande lucertola, un animale fantastico che secondo le credenze medievali pietrificava con lo sguardo; infine, il basilisco è un rettile che vive nell'America centrale. I rettili, si sa, amano il sole e se ne stanno al caldo allegramente. Lo stesso oziare che riempie le giornate di tre amici: Francesco (un fortissimo Stefano Satta Flores), Antonio, Sergio, che si crogiolano in un vuoto rassicurante. Tre ventenni, studenti svogliati (lo studio fa venire mal di capa), nati in un fazzoletto di poche anime del profondo Sud; trascorrono le ore a bighellonare, su e giù, da una punta all'altra del paese, con la sigaretta in bocca e le mani in tasca, a parlar di tizio e di caio, di corna, di mogli infedeli, di donne facili, di pettoni e cosce lunghe. Un bicchiere al bar, una partita al circolo. Il loro vivere è un misto di apatia e sogni sbiaditi, progetti pallidi rimandati a un generico domani. Domani, forse, metteranno su una cooperativa, domani, forse, andranno a Roma. Le grandi città sembrano lontane quasi quanto l'America ma a loro non fanno gola. Quasi ne sono spaventati. Qualcuno si domanda e se tutti partono, qua chi ci resta? E così si cullano in una vita senza scossoni, fatta di famiglie che combinano matrimoni. Un mondo di pettegolezzi e piccoli scandali. C'è chi rimpiange una mitica epoca d'oro in cui la gente teneva il maiale e le galline in camera da letto, c'è chi punta il dito contro la modernità che ha spazzato via i sani principi. Ma quale modernità? Non si capisce. Tutto appare immobile tra quei vicoli e quelle case dove dopo pranzo è d'obbligo il riposo, sì è la controra e durante la controra si dorme e punto. Le femmine, intanto, (non importa l'orario) non possono farsi vedere troppo in giro a parlare con i maschi, devono ammiccare di nascosto, mentre escono per la messa o un funerale. I padri ripetono ai figli che è meglio maritarsi con una brutta (e ricca) perché la donna bella fa l'uomo cornuto. "I basilischi" è la prima regia di Lina Wertmüller (anche autrice della sceneggiatura) che in precedenza aveva lavorato con Federico Fellini. Con questo film ci consegna uno spaccato ironico e disincantato. Una linea che seguirà anche con le opere future. La macchina da presa si muove con eleganza e gusto. Ennio Morricone firma le musiche. 

©micolgraziano

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