"Quo vadis, Aida?" di Jasmila Žbanić


"Quo vadis, Aida?"


Resta nel cuore, ”Quo vadis, Aida?", splendido film di Jasmila Žbanić, regista e sceneggiatrice bosniaca, acclamata dalla critica internazionale; nel 2006 si è aggiudicata l'Orso d'oro per "Il segreto di Esma". "Quo vadis, Aida?" è stato presentato nel 2020 a Venezia e poi candidato agli Oscar nella categoria "miglior film internazionale". Sublime la performance di Jasna Đuričić , solida interprete che buca lo schermo: attrice di carisma, travolgente; ricorda in alcuni momenti Anna Magnani; soprattutto la Magnani di “Roma città aperta”, nella celebre scena in cui gridava 'Francesco' con tutta la voce che aveva in corpo. Aida corre. Piange. Si adopera per proteggere la sua famiglia dall’orrore della guerra; dalla ferocia. Ma le lacrime di Aida, le suppliche, verranno ignorate. I suoi cari verranno uccisi a Srebrenica. Lei, Aida, interprete bosniaca, lavora per l’Onu. Si sente al sicuro nella base Onu dove ci sono migliaia di persone in cerca di protezione. Si batte per trasferire all’interno della base il marito e i figli, ma alla fine, per i familiari di Aida, non ci sarà via di scampo: vittime del massacro di Srebrenica. Ad Aida non resterà nulla. Finito il conflitto, lei tornerà al suo lavoro. Tra i bambini. Tornerà ad insegnare; la cultura e la pace, come si vede nell’ultima scena, con gli scolari impegnati in una recita a teatro. Tra le scene più belle, ne segnalo una in particolare, che è un inno alla vita: Aida che ripensa ai tempi in cui danzava spensierata insieme a un gruppo di amici; e la guerra non era ancora scoppiata. "Quo vadis, Aida?" è un film da vedere. 

©micolgraziano 

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