"Una vita in fuga" di Sean Penn - Ispirato a una storia vera

 

Una vita in fuga

“Una vita in fuga” è ispirato alla storia vera di John Vogel, falsario e rapinatore di banche. Alla fonte della sceneggiatura c’è il libro autobiografico della figlia di Vogel, Jennifer, scrittrice e giornalista. Il film è incentrato, appunto, sul rapporto padre-figlia. Un legame forte e indissolubile, quasi fiabesco. 

Jennifer, infatti, da piccola, non sapeva che lavoro facesse il padre. Immaginava fosse un eroe, un avventuriero, un capitano coraggioso come tanti se ne leggono nei romanzi d'avventura, guerrieri, marinai intrepidi che vagano per mari alla scoperta di tesori nascosti. Jennifer, e suo fratello, si meravigliano di tutto perché il papà John li educa così: a fantasticare. Salvo poi, ciclicamente, scomparire, di colpo. Senza dire nulla. John manteneva il segreto. Non raccontava i motivi del vagabondare. I figli crescono perlopiù con la madre che soffre di depressione, non ha un soldo, ed è alcolizzata. 

Una vita in fuga
A un certo punto, la donna intreccia una relazione con un uomo che la mantiene, la tira fuori dalla dipendenza, le dà una casa dignitosa, ma è anche un maniaco sessuale e violenta Jennifer. Ecco perché Jennifer, da adolescente, fa le valigie e se ne va di casa. Peregrinando qui e lì. Secondo quanto il padre, genitore idealizzato, le aveva insegnato fin da ragazzina, quando le diceva, devi imparare a guidare perché solo così conoscerai il mondo. 

Un padre che filmava i suoi figli con la cinepresa, li portava al lago, li educava alla musica classica e a Chopin, da lui tanto amato. Insomma, una doppia vita, John Vogel, tenero genitore invaghito della poesia e al contempo malvivente che non ce la fa a mettersi sulla retta via. Risucchiato in una voragine criminale che lo condurrà in un bagno di sangue. 

Una vita in fuga
"Una vita in fuga" è un film dall'anima vintage, anche per la scelta di girare su pellicola. Un film romantico e malinconico. L’alchimia tra Sean Penn e la figlia Dylan è tangibile. Ed è un piacere, al solito, vedere Penn parlare e muoversi sullo schermo, con quell'innata scioltezza, la presenza energica, vigorosa. Guardare il modo in cui sorride o tiene in mano un mozzicone di sigaretta. Vulnerabile e trascinante. D'impatto la selezione musicale della colonna sonora con brani di Cat Power, Glen Hansard, Eddie Vedder.

Una vita in fuga
Un film tipicamente americano. Con auto che macinano chilometri lungo strade deserte al tramonto. L’America profonda e l’America hippy. È una storia intrisa di dolore che contiene anche un messaggio di speranza, come insegna il mantra dell’american dream: con il duro lavoro, non importa chi sei, da dove vieni, puoi raggiungere ogni traguardo. Ed è ciò che fa Jennifer: malgrado l’esistenza tormentata riesce a laurearsi e a svolgere il lavoro dei sogni. Un film molto statunitense nelle scene dei festeggiamenti per il giorno della bandiera ovvero: il Flag Day (che è anche il titolo originale del film). 

"Una vita in fuga" dà brividi in un più di una scena. È da vedere. Curiosità: Oltre a Dylan, nel film recita Hopper Penn nei panni Nick Vogel. Hopper Penn è anch'egli figlio di Sean Penn.

©micolgraziano

Commenti