DAL LIBRO AL FILM: "PICCOLE DONNE" - LA VERSIONE DI GRETA GERWIG!

IL CLASSICO DI L.M. ALCOTT NELLA VERSIONE DI GRETA GERWIG

IL FILM CANDIDATO A 6 OSCAR, HA VINTO LA STATUETTA PER I COSTUMI. 



"Sono così stanca di sentir dire che l'amore è l'unica cosa per cui è fatta una donna, sono così stanca di questo!", è una frase di Jo, l'indomabile, la ribelle della famiglia March, lo spirito libero, lei che non ha pazienza, l'anticonformista, lei che si taglia i capelli, che incolla baffi neri alla sorella Meg, Jo istintiva che fischia e non sa trattenere la lingua ("Oh, Cristoforo Colombo!"), lei che vorrebbe andare in guerra, che non ama l'alta società, Jo che porta i soldi a casa, che vorrebbe vivere per sempre insieme alle sorelle, in un'esistenza ideale d'infanzia perenne. 



Emma Watson, Saoirse Ronan, Florence Pugh e Eliza Scanlen in “Piccole Donne” (2019)


Jo la scrittrice che racconta la storia della sua famiglia. Jo (l'ottima Saoirse Ronan, che già aveva lavorato con Greta Gerwig in Lady Bird) è la protagonista assoluta di questa nuova versione cinematografica del romanzo di Louisa May Alcott. Il film, sceneggiato e diretto da Greta Gerwig, è una riflessione sulla letteratura, e ci porta nel mondo dei March attraverso la penna di Jo, qui più che mai alter ego di Louisa May Alcott: il racconto corre avanti e indietro tramite continui salti temporali, un flashback dopo l'altro, come un flusso continuo di pensieri dove la realtà si mescola alla finzione, mentre Jo/Alcott ricorda, aggiunge, inventa, cancella, corregge e scrive "Piccole donne": un'opera che secondo la volontà dell'editore deve essere piccante e avere come protagonista una ragazza che si sposa negli ultimi capitoli. Un matrimonio necessario perché altrimenti nessuno avrebbe comprato il libro - secondo il pensiero dell'epoca, un libro per vendere non poteva parlare di una donna che resta senza un uomo. E così Jo, ambiziosa, sta alle regole e getta la sua eroina nelle braccia del professor Friedrich Bhaer (Louis Garrel). Louisa May Alcott, invece, non si sposò mai. "Sono piccole donne solo nel titolo, perché in realtà hanno grandissime ambizioni", dice Greta Gerwig. Infatti Amy sogna di diventare la pittrice numero uno del mondo, Jo guarda a Shakespeare, Meg ama recitare, Beth è una musicista, tutte hanno un grande talento, ma devono fare i conti con una società che lascia poco spazio alle donne. Tra i momenti più belli del film: Jo, con le mani sporche d'inchiostro, che vende i manoscritti all'editore, e ancora Jo che contratta i diritti dell'opera, ma anche i succulenti dialoghi tra Amy (Florence Pugh) e l'acida zia March (Meryl Streep). Il cast è di lusso e oltre a una Saoirse Ronan in stato di grazia, perfetta è Florence Pugh (che si è fatta notare in "Midsommar"), attrice britannica che rivedremo in "Black Widow".  

©micolgraziano



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