"PECCATO CHE SIA UNA CANAGLIA" DI ALESSANDRO BLASETTI


De Sica, Loren e Mastroianni in "Peccato che sia una canaglia"

RITMO BRILLANTE, EQUIVOCI E RISATE


Uscito nel '54, è il primo film della coppia Loren - Mastroianni. La regia è di Alessandro Blasetti e la sceneggiatura tratta dal racconto "Fanatico" di Alberto Moravia.

In una Roma assolata, due ladruncoli e una complice - una ventenne da urlo (Sophia Loren) - prendono di mira un ingenuo tassista (Marcello Mastroianni): si fanno portare al mare e, una volta arrivati, mentre lei fa da esca - seducendo il povero malcapitato - loro tentano di rubare il taxi per dopo spartirsi il bottino con un meccanico truffaldino. Il colpo, però, va in fumo. Il tassista s'accorge dell'imbroglio e li mette in fuga; poi torna in città con la ragazza per condurla al commissariato. È questo l'incipit della storia. Una commedia divertente, ovviamente a lieto fine, giocata su equivoci ben congegnati. De Sica irresistibile nella parte del truffatore gentiluomo, sedicente professore che, elegantissimo, gira di stazione in stazione, con una finta valigia, marchingegno progettato per ingoiarne altre, di valigie, letteralmente mangiandole, come farebbe la bocca d'una balena. Questo finto professore è un furfante che, con parlantina e indubbio savoir-faire, sa metter nel sacco chiunque, tirandosi puntualmente fuori dai guai, evitando la prigione. Non è da meno sua figlia, Lina, interpretata (appunto) da Sophia Loren: Lina abilissima nel raggiro, nel furto e nell'arte della seduzione. "Peccato che sia una canaglia" nasce su una scrittura solida, e la sceneggiatura è affidata a grandi nomi: Suso Cecchi D'Amico, Ennio Flaiano, Alessandro Continenza. Due parole merita Roma, quasi un personaggio del film, con i monumenti e quelle latterie che servono caffè allo zabaione e che, a vederle, viene tanta nostalgia.  

©micolgraziano

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