Horror cult con Joan Crawford: "5 corpi senza testa" di William Castle

 

Joan Crawford in "5 corpi senza testa"

Se divorate i racconti del brivido, quelli di Poe, Stoker, Lovecraft, per intenderci, non potete lasciarvi sfuggire questo classico degli anni Sessanta. "5 corpi senza testa" è un film di culto per gli appassionati del genere horror. Opera particolare: il terrore ammorbidito col ricorso all'ironia (nei titoli di coda la statua della Columbia Pictures appare senza testa) e l'utilizzo di una colonna sonora stridente. La sceneggiatura è di Robert Bloch, l'autore del celebre "Psycho" (capolavoro di Hitchcock); mentre dietro la macchina da presa troviamo William Castle che dirige con sapienza: niente splatter (allo spettatore non viene mostrata neanche una goccia di sangue) eppure l'atmosfera è cupa e agghiacciante. Protagonista della pellicola una magnifica Joan Crawford che all'epoca veniva da un altro super classico molto dark "Che fine ha fatto Baby Jane?" (William Castle lo vide più di diciassette volte) dove recitava accanto alla rivale Bette Davis (sul rapporto difficile tra le due dive c'è anche una bella serie tv, "Feude", che trovate su Disney Plus). In "5 corpi senza testa", la Crawford è Lucy, rinchiusa in manicomio (il titolo originale della pellicola è "Strait-Jacket" ovvero "camicia di forza"), dopo aver ucciso con un'ascia il marito e l'amante di lui. Finito di scontare la pena, la donna si trasferisce a casa del fratello e della cognata dove vive anche sua figlia, cresciuta, appunto, con gli zii. La scena iniziale di Lucy/killer è ormai negli annali del cinema così come alcuni momenti clou: Lucy nel negozio di parrucche; Lucy che accende un fiammifero sfregandolo sul vinile, Lucy che vede teste mostruose in camera da letto. Il finale non si può svelare perché ricco di sorprese. Il resto del cast è altrettanto grandioso: Diane Baker, Leif Erickson entrambi potentissimi sullo schermo. Curiosità: Joan Crawford sapeva lavorare a maglia molto bene, ecco perché in una scena la vediamo dedicarsi a questo hobby. 

©micolgraziano

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