"Io e Lulù" (2022), Channing Tatum regista. Emozionante road-movie

Channing Tatum

IO E LULÙ
storia di un'amicizia speciale 

Appassionante road-movie e tenera commedia. Un pastore belga Malinois di nome Lulù, eroica cagnetta dell’esercito, e Briggs, un soldato dei Rangers, percorreranno l’America, vivendo avventure rocambolesche, a bordo di un Ford Bronco del 1984, Ford Bronco che giungerà a destinazione, sfiancato, sgualcito e in parte distrutto (i sedili devastati dai morsi della scalmanata Lulù). I due partiranno dallo Stato di Washington alla volta dellArizona,  Lì parteciperanno al funerale di Riley, soldato e addestratore, amico fraterno (sei più di un cane, scrive Riley) di Lulù, con cui ha condiviso lacrime e sangue. Per lei, per la piccola Lulù, Riley ha scritto pensieri e lettere, custodite in un grosso libro-diario che racchiude l'esperienza sul campo di battaglia. Quel librone, morto Riley, è stato affidato a Briggs, dai vertici dell’esercito. Channing Tatum (nei panni di Briggs) è attore protagonista e co-regista del film diretto con il suo socio/produttore Reid Carolin (autore anche dello script). 

Channing TatumLa sceneggiatura nasce da un episodio vissuto: la scomparsa di Lulù (razza Pit Bull Catahoula) l'adorata cagnolina di Tatum, deceduta, per un cancro, nel 2018. "Io e Lulù" è dunque dedicato a lei. Tatum e collaboratori, però, volevano girare un film in cui il cane  viveva felicemente: "amiamo i cani  - ha dichiarato Tatum - e la loro morte in un film è qualcosa che nessuno vuole vedere. Penso sia una specie di peccato mortale. “Io e Lulù”, quindi, è la storia di un'amicizia speciale, un legame che trasforma nel profondo e per sempre. I due si aiutano a vicenda: Briggs è un militare che soffre di disturbo da stress post-traumatico, Lulù, invece, non va d'accordo con nessuno. La guerra l'ha incattivita. Aggressiva, difficilmente si lascia andare. Morde con disinvoltura. Può avventarsi se le vengono sfiorate le orecchie. L'unico riuscito a farsi amare da lei era appunto il suo addestratore Riley. 

Channing Tatum
Un road-movie per natura si nutre di episodi folli, di personaggi selvaggi e stravaganti. E qui di certo non mancano. Il film abbonda di situazioni divertenti: una truffa in un mega hotel in cui Briggs si finge cieco per scroccare una lussuosa suite. Vuole dormire in un letto comodo perché una sensitiva (che conversa con gli animali) gli racconta che Lulù desidera un materasso confortevole. Ecco perché Briggs architetta lo strampalato piano salvo poi ritrovarsi smascherato e dietro le sbarre. Prima della prigione, Briggs resta vittima di un hippy stralunato che lo lega alla sedia in una stalla, non prima di averlo sedato. Come se non bastasse, il nostro eroico Briggs si ritroverà ad inseguire (aiutato da Lulù, addestrata in tal senso) dei ladri che "ripuliscono" automobili. Inoltre: quando mancano pochi chilometri alla meta agognata in Arizona il Bronco farà le bizze e a Briggs non resterà che proseguire in autostop prima, e a piedi dopo, con Lulù sulle spalle perché troppo stanca per camminare. 

Channing Tatum

Il film di Tatum è gradevole e pop. Splendidamente confezionato, possiede una giusta leggerezza. Girato con amore, destinato a un pubblico largo, riesce ad arrivare al cuore. Tatum è perfetto nella parte sia nei momenti scanzonati che in quelli drammatici che evidenziano il travaglio di un uomo segnato dalle sofferenze della guerra. È un'opera molto americana. Fa sognare lo spettatore mostrando ampie strade assolate e deserte, l'asfalto bruciante da percorrere a bordo bolidi dal fascino antico. Si prova simpatia per questa coppia di eroi: Briggs adora la libertà, beve birra, sgranocchia cibo spazzatura, canticchia al volante e compra unicorni di peluche per una figlia che non vede mai (ha una situazione familiare complicata). Il paesaggio incanta, idem le acque azzurre dell'oceano. "Io e Lulù" non ha la spocchia di voler sembrare chissà che cosa e proprio per questo è una pellicola meravigliosamente godibile. 
Curiosità: il ruolo di Lulù è interpretato in realtà da tre cani che si alternano tra di loro: Britta, Lana, Zuza, selezionate tra 150 esemplari. 

©micolgraziano 

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