"LA VITA DI ADELE" DI ABDELLATIF KECHICHE



Una scena del film "La vita di Adele"
Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos in una scena de "La vita di Adele" (2013)



QUELL'AMORE INDIMENTICABILE DELLA VITA DI ADELE


"La Vita di Adele - Capitolo 1 & 2", diretto dal regista franco-tunisino Abdellatif Kechiche, ha vinto la Palma d'oro al Festival di Cannes 2013 e ha scatenato polemiche per le esplicite scene di sesso -, a non gradire l'erotismo spinto è stata anche Julie Maroh, l'autrice del romanzo a fumetti "Il blu è un colore caldo", da cui la pellicola è liberamente tratta.  

Tensioni anche sul set: Kechiche molto esigente, le due protagoniste Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos stremate da ore e ore di riprese hanno bollato l'esperienza come "orribile". Entrambe hanno poi detto di non voler più girare altri film con il regista. Cineasta dallo stile inconfondibile, Kechiche, spesso criticato per l'erotismo sfrenato; l'anno scorso a Cannes il suo "Mektoub, My Love: Intermezzo" (240 minuti) ha destato scandalo per una scena di sesso orale di quasi un quarto d'ora.

"La vita di Adele" racconta senza filtri la passione tra due giovani donne molto diverse, Emma dai capelli blu, pittrice ambiziosa, e Adèle, liceale alla scoperta di sé, senza troppe ambizioni. Innamorate eppure distanti, per età, carattere, strato sociale.


L'alchimia tra Léa Seydoux e Adèle Exarchopoulos resta nella memoria, indelebile. Ed anche il film: crudo, autentico, viscerale. 

©micolgraziano




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