"Figli" di Giuseppe Bonito - Il film scritto da Mattia Torre


Valerio Mastandrea

"FIGLI", GENITORI SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI

Sara (Paola Cortellesi) e Nicola (Valerio Mastandrea) vent’anni li hanno superati da un pezzo. Non hanno beni al sole, case in montagna da affittare, e questo sarà un problema perché devono sbarcare il lunario; crescere i figli: Anna, sei anni, e Pietro neonato che strilla e strilla. Ci sono le bollette da pagare e tutto il contorno. Ci sono i genitori in pensione a godersi la vita; qualche volta padri settantenni che mettono al mondo altri figli, con giovani donzelle, però di reggere i nipoti per carità.  

Valerio Mastandrea


Ci sono le donne che odiano starsene tappate in casa, che detestano passare l’aspirapolvere, pulire, ciabattare, sgrassare, cucinare per l'intera ciurma. Ci sono i bambini che non sopportano i fratelli perché in tre si stava meglio e voi genitori avete rovinato tutto. Ci sono le tate che magari fossero Mary Poppins. Quelle più in gamba preparano l'ovo alla cocca, ricordo d'un tempo che fu. C’è una generazione di ultra-quarantenni che vorrebbe divertirsi ma non ce la fa: troppi sensi di colpa. Ci sono le chat di classe su WhatsApp, invadenti, infinite, snervanti. Ci sono i gonfiabili e le feste di Carnevale dove finti filosofi pontificano sull'origine del mondo. Ci sono le maschere dei grandi: mamme e papà che indossano costumi da Drugo e da Kill Bill perché, sotto sotto, arrabbiati, meditano di tagliare la corda e non tornare mai più. E allora si prendono a parolacce, sognano passioni di fuoco oppure preferirebbero sparire per sempre, gettandosi dalla finestra. All'improvviso un cuore disegnato col pennarello allontana i pensieri neri. Andrà tutto bene, ripetono Nicola e Sara. That's family. 

©micolgraziano

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