"Come un gatto in tangenziale. Ritorno a Coccia di Morto" di Riccardo Milani

 

Paola Cortellesi e Antonio Albanese in "Come un gatto in tangenziale - Ritorno a Coccia di Morto"

Monica, cerone, trampoli, tatuaggi a gogò, muscoli d'acciaio pronti a stendere, ripete senza sosta che “co’ 'a cultura nun se magna”. E quindi non le interessa. È uno dei suoi cavalli di battaglia, anche se poi, sotto sotto, si commuove pure lei: non resta indifferente al fascino della Fontana di Trevi e della Galleria Borghese, dove il suo principe (eh sì, Monica e Giovanni son come Cenerentola e il Principe Azzurro) la porterà durante una breve fuga da innamorati. Ma facciamo un passo indietro: Monica, per la gioia dei fan del primo capitolo della saga, ritorna in grande stile. La spiaggia affollata di Coccia di Morto (anche un filo d'erba non troverebbe spazio) però la vediamo solo di sfuggita. Già, perché Monica è finita dietro le sbarre. Tuttavia si dichiara innocente. Messa nei guai dalle gemelle Pamela e Sue Ellen (nomi delle eroine di 'Dallas') cleptomani. E allora Monica per sbrogliare la matassa rintraccia la sua vecchia fiamma, Giovanni, detto "er ministro", che ministro non è, bensì un pezzo grosso con tante conoscenze in alto e che, afferma Monica, serafica, "po’ fa’ qualche impiccio" per tirarla fuori. Presto fatto: niente galera, Monica sconta la pena in una parrocchia. Cucinando per i bisognosi. Aiutando un prete impegnato nel sociale. Un parroco "molto pio", per usare le parole di Monica, dove "pio" sta per 'bello e impossibile'. Monica, nonostante le resistenze iniziali, si ambienta alla grande nella struttura religiosa, malgrado i pregiudizi che nutre nei confronti delle suore che, a suo dire, non portano fortuna (ne nascono una serie di gag; alcune gustose). Il film procede liscio grazie anche ad alcuni personaggi di contorno che strappano sinceri sorrisi come la riuscitissima Luce, la sofisticata milanese, interpretata dalla brava Sonia Bergamasco. O come Camilla, la compagna di Giovanni, a cui dà il volto Sarah Felberbaum. La scena clou riguarda un mega blackout che ha conseguenze disastrose per i personaggi della storia. Non aggiungo di più. Se avete voglia di leggerezza, se non volete pensare a niente, non perdetelo. PS. Il regista Riccardo Milani omaggia il grande cinema con richiami al "Settimo Sigillo" (come già ha fatto Woody Allen in "Rifkin's Festival") e "Shining". Omaggi anche a "Dramma della gelosia" di Ettore Scola. PPS. Il finale fa intuire che ci possa essere un ulteriore sequel...

©micolgraziano

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