Venezia77: "Non odiare", con un intenso Alessandro Gassmann


Alessandro Gassmann in "Non odiare"


"Non odiare", opera prima di Mauro Mancini,  è stato l'unico film italiano in concorso alla 35esima edizione della Settimana Internazionale della Critica, a Venezia. Protagonista Alessandro Gassmann che ha ricevuto il Premio Pasinetti. Nel cast anche Sara Serraiocco ("Cloro") e Luka Zunic. Il film è ora in sala e ve lo consiglio. Un cinema d'impegno civile che resta nella memoria e fa riflettere. 


Il tema del male è presente fin dalla prima scena, quando un bambino, visibilmente turbato, è costretto dal padre a compiere un gesto crudele e terrificante. È in un clima di ferocia che crescono i protagonisti di "Non odiare". Un racconto che parla d'intolleranza ma anche di speranza e redenzione, di sensi di colpa e ritorno all'umanità. Il film lascia uno spiraglio di luce e indica la via dell'amore e del perdono.

Siamo nel nord est. Alessandro Gassmann è Simone, un ricco medico di origine ebraica. Professionista stimato. Un tipo taciturno che vive da solo (mai un sorriso, mai un amico, mai un amore) in un enorme appartamento borghese nel centro città. Quando è libero, fa sport e visita la villa del padre morto, una casa abbandonata (onirica, come quelle che si vedono nelle fiabe) dove nel giardino vive, legato a catena, un grosso pastore tedesco che ringhia e mostra i denti. 

Un giorno Simone vede un uomo in fin di vita, vittima di un pirata della strada. Subito corre in aiuto ma quando scopre che questa persona ha la pelle tatuata con simboli nazisti si rifiuta di prestare soccorso. Divorato dai sensi di colpa, Simone rintraccia, senza svelare nulla dell'accaduto, i figli dell'uomo, rimasti orfani, e assume la più grande come domestica. A poco a poco, viene coinvolto nella complicata quotidianità di questi tre ragazzi, scontrandosi duramente con uno di loro: un adolescente violento che segue ideologie naziste. 

Con una sceneggiatura scarna, fatta di silenzi e di frasi ridotte all'osso, Mancini pone domande morali e realizza un film emozionante che non si dimentica facilmente: resta a lungo nella mente, anche dopo che si è usciti dalla sala. 

©micolgraziano 


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