"Gente comune", l'Oscar alla regia di Robert Redford!

 

Timothy Hutton e Mary Tyler Moore in "Gente comune"


SOLIDO, EMOZIONANTE
Cari lettori, oggi voglio portarvi indietro nel tempo per parlarvi di "Gente comune", storico film del 1980 diretto dal mitico Robert Redford, al suo debutto dietro la macchina da presa. Esordio alla regia che fu un successo perché Redford venne premiato con l'Oscar. "Gente comune"- tratto dal romanzo degli anni Settanta dell'americana Judith Guest -, ha ricevuto ben sei candidature all'Oscar, aggiudicandosene in tutto quattro. Una statuetta andò al giovane (bravo da applausi) Timothy Hutton, curiosamente nella categoria miglior attore non protagonista, anche se il suo personaggio è il vero motore di tutta la storia. 

Siamo alla periferia di Chicago, in una ricca famiglia borghese che vive in una tipica villa americana. Hutton interpreta il sedicenne Conrad, adolescente tormentato e incompreso, in cura da uno psichiatra. Conrad è timido, insicuro. Si sente in colpa per la morte del fratello: erano in mare e Conrad non è riuscito a salvarlo. Un episodio tragico che porta Conrad a tentare il suicidio; il ragazzo non si perdona di essere sopravvissuto. Ha inoltre un rapporto complesso con la madre (una fantastica Mary Tyler Moore, una nomination per lei) fredda e distaccata da cui non si sente amato. Nel ruolo del padre, troviamo invece un perfetto Donald Sutherland (guardatelo anche ne "Il Casanova di Federico Fellini", diretto appunto da Fellini). E poi un carismatico Judd Hirsch (nomination anche per lui) nella parte dello psichiatra di Conrad. 


PERCHÉ VE LO CONSIGLIO
"Gente comune" è un film elegante e sobrio. I dialoghi densi. L'empatia con i personaggi è totale e il motivo è semplice: perché si mostrano in tutta la loro verità. Un film senza tempo che fotografa le dinamiche familiari con lucidità. 

Tra le scene memorabili: Conrad/Hutton rivede una vecchia amica in un locale. Bevono una bibita insieme. Sono felici d'incontrarsi ma la loro spensieratezza è attraversata da malessere tangibile. Eppure si promettono di vivere l'anno nel miglior modo possibile. 

©micolgraziano 

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