Il mitico Totò: "Sua Eccellenza si fermò a mangiare"

 

Una scena del film "Sua Eccellenza si fermò a mangiare"

Totò protagonista assoluto (esilarante) di questa commedia spensierata (a cominciare dai deliziosi cartoon dei titoli di testa) che molto deve al teatro, fitta com'è d'intrecci amorosi, equivoci e colpi di scena, elementi tipici della pochade. Nel cast attori di primo piano: Ugo Tognazzi, Virna Lisi, Lauretta Masiero, Raimondo Vianello. Il regista è Mario Mattoli con cui Totò ha lavorato in numerosi film eppure "Sua Eccellenza si fermò a mangiare" (1961) segna la fine della collaborazione tra i due per attriti sorti durante le riprese. Tra le pellicole che girarono insieme ne voglio ricordare due: "Miseria e nobiltà" e un'altra alla quale sono molto affezionata (da piccola l'avrò vista un'infinità di volte) che è "Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi" con, appunto, Aldo Fabrizi.

Ebbene, di cosa parla "Sua Eccellenza si fermò a mangiare"? A Totò è affidato il personaggio chiave di tutta la storia ovvero un ladruncolo che si camuffa da gran signore e si spaccia per un medico rinomato, stimatissimo nelle stanze del potere. In realtà il suo scopo, grazie a una serie d'intrecci che sarebbe lungo spiegare, è quella di rubare un preziosissimo servizio di posate d'oro, cesellate nel Cinquecento addirittura da Benvenuto Cellini. Il colpo lo mette a segno durante una cena a casa di nobili, evento cui partecipano altri pezzi grossi. Inutile dire che il finto medico interpretato da Totò riuscirà a farla franca con astuzia da volpe. Alcune gag sono uno spasso. 

I momenti più brillanti del film sono quelli girati negli interni, tra pomposi appartamenti e abiti impeccabili. Una commedia senza particolari ambizioni eppur gradevole. Troviamo tutti i tipi della commedia italiana: la moglie algida e perfettina, il perdigiorno truffaldino, il marito infedele, il potente mediocre, il ricco opportunista.

Il film ideale per chi vuole sorridere con quel genio di Totò e un gruppo di attori fantastici.

©micolgraziano

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