"Disobedience" (2017) - Amour fou



"Disobedience"



"Disobedience", diretto dal premio Oscar Sebastián Lelio, è tratto dal bestseller dell'inglese Naomi Alderman (in Italia pubblicato da "Nottetempo"). Il film è interpretato (magistralmente) da Rachel Weisz, Rachel McAdams e Alessandro Nivola. Tra i produttori (oltre alla stessa Rachel Weisz) Frida Torresblanco, nota per le sue collaborazioni con Alfonso Cuarón e Guillermo del Toro. Direttore della fotografia è Danny Cohen ("Room", "Il discorso del re"). 

Ci sono film che non si dimenticano facilmente e "Disobedience" è fra questi: resta in mente a lungo, con un interrogativo: cosa accadrà alle due protagoniste Esti (Rachel McAdams) e Ronit (Rachel Weisz)? Si crea tra i personaggi e lo spettatore un legame forte. Provare per credere. Il racconto è ambientato ai giorni nostri, a Londra. In una comunità di ebrei ortodossi dove non v'è spazio per la disobbedienza. Motivo per cui Ronit, ribelle anticonformista, era stata allontanata e spedita a New York. Ronit scandalizzava famiglia e quartiere: amoreggiava con la sua migliore amica Esti. Una passione proibita che si riaccende a distanza di tempo, quando, morto il padre, ministro di culto e capo spirituale, Ronit torna a casa; in una zona silenziosa, borghese, razionale, in cui nulla sembra fuori posto e gli imbarazzi si nascondono in fretta e furia sotto il tappeto. Lì, nel luogo natio, Ronit ritrova Esti (attratta segretamente dalle donne) che nel frattempo si è sposata con un rabbino; l'uomo si chiama Dovid (Alessandro Nivola), amico d'infanzia di entrambe. La passione tra Esti e Ronit, anche da adulte, è irrefrenabile e, tra la cerchia di familiari, fedeli e conoscenti, divampano sconcerto e imbarazzo. "Disobedience" è una storia universale che ci parla della libertà d'amare, d'esser se stessi; coraggiosamente. Lelio, autore di grande sensibilità, realizza un film superbo, impeccabile. Colpisce l'energia delle due Rachel (Weisz e McAdams in perfetta armonia): tra loro un'intesa palpabile, emozionante. McAdams si fonde perfettamente in Esti che è una donna timida, un'anima travagliata, un personaggio tragico, diviso tra le ragioni del cuore e l'imperativo divino, tra la fede e i tumulti del desiderio. Weisz nei panni della grintosa Ronit incarna la libertà, la rottura, la trasgressione; lei così diversa dalle coetanee della comunità, Ronit che fuma, che non copre i capelli, che rifiuta il matrimonio, Ronit che non nasconde il corpo in quei vestiti scuri e castigati che, invece, è costretta ad indossare Esti. Eppure Esti, nonostante tutto, ribolle di eros. "Disobedience" è un viaggio intenso. Perderlo è un peccato. 

©micolgraziano

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