"Donne sull'orlo di una crisi di nervi" (1988) di Pedro Almodóvar

 
Carmen Maura in "Donne sull'orlo di una crisi di nervi"



Un telefono lanciato dalla finestra, un letto incendiato, un gazpacho condito con sonniferi. Madrid. La nostra Pepa (Carmen Maura, musa di Almodóvar) è incontenibile: presa dallo sconforto, quando il focoso amante Iván (nonché collega di lavoro; sono entrambi attori e doppiatori) la pianta con un messaggio in segreteria telefonica, furiosa, distrugge l'apparecchio (dal bel colore rosso vivo, tono che ricorre nel film), dà fuoco al talamo, s'imbottisce di pillole, cerca di rintracciare Iván, che però non vuole più saperne di lei ed è pronto a volare all'estero con una nuova donzella. La ricerca dell'ex non va a buon fine. Nel frattempo a casa di Pepa è tutto un viavài: piomba l'amica Candela (che tenta pure il suicidio), nei guai fino al collo dopo una scappatella con un terrorista ricercato dalla polizia. Non solo: il grande attico di Pepa si popola di gente a causa d'una serie di gustosi equivoci (la sceneggiatura è molto teatrale, ispirata alla pièce "La voce umana" di Jean Cocteau). E dunque ecco che arriva Carlos, il figlio di Iván (interpretato da un giovanissimo Antonio Banderas), con la sua fidanzata (che si addormenta dopo aver bevuto il gazpacho con barbiturici). E poi: i poliziotti, un tecnico che deve aggiustare il telefono. Ancora: la moglie di Iván che, accecata dalla gelosia, è pronta a vendicarsi e si precipita, arma in pugno, all'aeroporto per far fuori il consorte fedifrago. "Donne sull'orlo di una crisi di nervi" è una delle pellicole più celebri di Almodóvar. Una commedia graffiante e surreale. Sofisticata e pop (due aggettivi che raccontano bene il cinema di Almodóvar). Geniale ed esagerata. Coloratissima come l'apparecchio telefonico di Pepa e le sue unghie laccate. La macchina da presa si muove voluttuosa (indugia sulle labbra di Iván mentre è impegnato in sala doppiaggio). Ci sono alcune perle stratosferiche: un omaggio a "Johnny Guitar", western con Joan CrawfordSterling Hayden; un esilarante spot da dark comedy di un detersivo per lavatrice; scoppiettanti titoli di testa. E, visto oggi, il film fa venire tanta nostalgia della moda degli anni Ottanta. Buona visione. 

©micolgraziano 

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