"Unsane" di Steven Soderbergh

 

"Unsane"

Cari lettori, oggi voglio consigliarvi "Unsane" (2018), thriller e horror psicologico diretto dal regista premio Oscar Steven Soderbergh (sua la trilogia di "Ocean's"). Presentato fuori concorso al Festival di Berlino, "Unsane" (opera a basso budget) è stato interamente girato con un i-Phone, usando la app FilmicPro, e le riprese sono durate appena dieci giorni. 

Protagonista è una perfetta Claire Foy (l'avete vista nella serie Netflix "The Crown"? E in "First Man"?). Oltre a lei: Joshua Leonard, Juno Temple e in un ruolo di pochi minuti anche Matt Damon nei panni di un detective. La storia è terrificante: uno stalker omicida, una donna spaventata e sull'orlo della follia, un sinistro ospedale psichiatrico specializzato in truffe e ricoveri forzati, un finale aperto e inquietante. Due aggettivi che calzano a pennello per definire il film: onirico e claustrofobico. 

Di cosa parla "Unsane"? Di una giovane di nome Sawyer  (Claire Foy) perseguitata da un maniaco. Sawyer, single e brillante professionista, vive in un terrore continuo. Cancella le sue tracce (reali e digitali) e cambia città e lavoro. Lo stress cui è sottoposta le causa problemi di relazione e così si rivolge a un centro di assistenza psicologica. Ma accade che un semplice colloquio - in un'atmosfera apparentemente rilassata, rassicurante e normale -, si trasforma in un incubo: in una vera e propria detenzione dove accadranno fatti agghiaccianti. 

Un film sperimentale e innovativo dal punto di vista tecnico. Un prodotto di nicchia che sa essere anche sapientemente commerciale. Una storia per gli appassionati di scary movie di tipo psicologico

©micolgraziano



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