"Glengarry Glen Ross" (1992): dall'opera teatrale di Mamet

 

Alec Baldwin in "Glengarry Glen Ross"


"Piove sempre sul bagnato. 
È la legge della giungla"

Magnifico film scritto da David Mamet e tratto dalla sua pièce. Cast stratosferico: Jack Lemmon, Al Pacino, Alan Arkin, Ed Harris, Kevin Spacey, Alec Baldwin. Il film uscì in Italia col titolo "Americani".

Che sia una bomba è chiaro fin da subito con quel jazz ipnotico (sax, piano, basso nervoso) che tiene incollati. E il rosso vivo d'una parete mentre il volto stanco di Levene (monumentale Jack Lemmon, premiato a Venezia) parla da un telefono pubblico; gioca le sue ultime carte, disperato, con appena trenta dollari nell'impermeabile, e una figlia in ospedale. Alla cabina accanto c'è il suo collega, Dave Moss (Ed Harris), infuriato come una iena: non tira su un dollaro, grida, perché i contatti "sono di merda". Moss e Levene chiacchierano, sì la parlantina è il loro pane e il pane se lo guadagnano vendendo. Eppure sotto i denti finisce poco e nulla, neanche le briciole, perché piazzare terreni a gente che non ha uno spiccio è impossibile. L'agenzia per cui lavorano li tratta come cenci, strigliati da pezzi grossi (un super Alec Baldwin) che ringhiano cinici e minacciano di cacciarli a pedate. "Sempre chiudere i contratti, sempre chiudere i contratti" suona il ritornello. Il premio destinato ai primi della classe, i venditori modello (i cui nomi fanno bella mostra su una lavagna in ufficio) è una Cadillac fiammante nuova di zecca; ma sembra un miraggio per chi, come loro, non batte un chiodo. Il più abile di tutti a piazzare terreni è un tale Ricky Roma (Al Pacino, grandioso) che grazie a monologhi fiume, pieni di astuzia, stordisce il cliente e conclude. Lui è un pifferaio magico, un incantatore di serpenti. Salvo sorprese dell'ultimo minuto. Già, perché la truffa è sempre dietro l'angolo, da ambo le parti. Mentre una New York, perlopiù notturna, si mostra in tutto il suo fascino, e la pioggia cade a catinelle e batte sui vetri delle auto. Insomma, un capolavoro da vedere, e rivedere. 

©micolgraziano

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