"Anna" di Luc Besson (2019) - Una nuova Nikita

 

Saša Luss in "Anna"


Scritto e diretto da Luc Besson, "Anna" riprende tutti i temi cari al regista francese. Nel cast: la modella russa Saša Luss ("Valerian e la città dei mille pianeti"), il premio Oscar Helen Mirren, Luke Evans ("Lo Hobbit"). Il film è disponibile su "Prime Video".


"L'avversità è 
una buona insegnante"


"Anna" è stato accolto in maniera piuttosto fredda dalla critica.  Eppure, anche se meno ispirato (e più commerciale) dei precedenti lavori, si sente netta la mano del cineasta francese, molto apprezzato da Quentin Tarantino. Lo stile di Besson è inconfondibile ed è un bel bocconcino per cinefili amanti dell'adrenalina e del cruento. Come in "Nikita" e "Léon", la storia è tosta e il sangue scorre a fiumi (con tanto di dita tagliate). Protagonista, ancora, una donna impavida, macchina da guerra con licenza d'uccidere in operazioni intricate ad alto rischio. La glaciale Anna (un'efficace Saša Luss) è una spia russa, dal passato tormentato (tossicodipendente come Nikita, Anna è vittima di un partner violento) che si lascia alle spalle iniziando a lavorare per i servizi segreti. Anna somiglia a un'eroina dei videogiochi: precisa, implacabile. Feroce: maneggia le armi come pochi e quando si trova nei guai, per portare a termine missioni impossibili, impugna tutto quello che trova: anche posate. Come in una delle scene più agghiaccianti in cui fredda un uomo a colpi di forchetta (spunto ottimo per un horror o una commedia dark). L'episodio ricorda "Nikita" e la celebre guerriglia all'interno di un ristorante. Anna appare spesso col volto ferito come una sorta di John Wick, sicario infallibile. La trama è annodata e Besson salta avanti e indietro nel tempo portandoci a Mosca, Parigi, New York e nei luoghi chic dell'alta moda, Milano compresa. Perché Anna è una 007 sì ma anche una modella. Il suo capo ha il volto di Helen Mirren che interpreta una tipa tosta di nome Olga. Il film dura due ore e si resta incollati alla poltrona: intrattiene. Con guizzi d'autore. 

©micolgraziano

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