"Tutta un'altra vita" - Storia di un uomo che voleva essere miliardario...

 

"Tutta un'altra vita"


Divertente commedia pop che omaggia il cinema d'un tempo (quello di Sordi e Fabrizi, per esempio, ma non escluderei Totò), e una romanità schietta e verace
. “Tutta un’altra vita” è una mano santa quando ti senti giù di corda. Ideale, quindi, per una serata relax. La storia (comica e tragica insieme, come tradizione vuole) è resa frizzante da un grande Enrico Brignano, perfettamente in parte. E dunque, veniamo al sodo: protagonista è un tale Gianni, sempre al verde e, come si dice a Roma, “incasinatissimo”. Gianni ha un sogno: diventare miliardario e campare di rendita. Ecco perché compra gratta e vinci a iosa. “Chi non risica non rosica”, recita un vecchio adagio, e la fortuna sembra infischiarsene del povero Gianni che per sbarcare il lunario fatica come un mulo. Tassista, vive in un modesto appartamento. È sposato e ha due figli piccoli. La moglie, Lorella detta Lorè (una divertentissima Paola Minaccioni, sempre al top), parrucchiera, è una donna semplice, ingenua, una che dice pane al pane e vino al vino e che prepara parmigiane da mangiare sulla spiaggia di Ostia. Ebbene, Gianni, un bel giorno, esausto e sconsolato perché le cose per lui non cambiano mai (ricorda per certi versi Paperino, invidioso di Gastone), in gran segreto (acqua in bocca con la moglie, anzi: inventa fandonie su fandonie) compie una pazzia: approfittando dell’assenza di un riccone si trasferisce nella sua villa (fantasmagorica e con piscina) e inizia a condurre un’esistenza parallela con tanto di lady super sexy al seguito. Così Gianni, imperterrito e sconsiderato, si barcamena tra il lusso sfrenato e il grigio, magrissimo, tran-tran; diviso tra i debiti e i party stratosferici (che raggiunge a bordo di un bolide fiammante). Gianni ricorda i tanti tipici personaggi esilaranti della commedia agrodolce all'italiana. 
"Tutta un’altra vita” (la regia è di Alessandro Pondi) lo trovate su RaiPlay. 

©micolgraziano

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