"La donna scarlatta" di Jean Valère - Commedia con Monica Vitti

 

Monica Vitti


"La donna scarlatta", pellicola francese del 1969 con una Monica Vitti stratosferica. Perfetta in ogni scena, elegante da togliere il fiato, fasciata in creazioni Dior. È lei che rende il film irrinunciabile, la sua presenza, motivo per riscoprire questa piccola commedia stralunata dalle tinte vagamente noir

Un'opera che risente delle influenze della Nouvelle Vague; co-autore della sceneggiatura è Paul Gégauff che ispirò molti esponenti di quel movimento cinematografico e collaborò a lungo con Claude Chabrol. A dirigere Jean Valère che, agli inizi della carriera, fu assistente alla regia di nomi di spicco: Marcel Carné Max Ophüls.  

Interessante notare come nel 1968 Monica Vitti  aveva interpretato "La ragazza con la pistola" di Mario Monicelli e, di nuovo, ne "La donna scarlatta" la troviamo nei panni di una giovane in cerca di vendetta, ragazza che compra un'arma per uccidere l'uomo che le ha soffiato denaro e azienda. Un ruolo quindi ironico, auto-ironico, auto-citazione di personaggi, in un certo simili, già portati alla ribalta. E "La donna scarlatta" è appunto un film dai toni scanzonati, leggeri, surreali. Seppur la storia raccontata sia profondamente drammatica. 

Monica Vitti
Accanto a Monica Vitti due ottimi attori: Maurice Ronet (guardatelo nel celebre noir di Louis Malle,"Ascensore per il patibolo") e Robert Hossein, che recitò al fianco di Brigitte Bardot ne "Il riposo del guerriero". Ne "La donna scarlatta" Monica Vitti è una ricca ereditiera truffata dall'amante. Questa bionda affascinante dovrebbe chiamarsi Lucille ma si presenta ogni volta con un nome diverso, assumendo i tratti della tipica femme fatale bramosa di sangue. 

Lucille medita di far fuori colui che un tempo ha amato: lui l'ha pugnalata alle spalle (metaforicamente), portandole via patrimonio e azienda di famiglia. Dunque, Lucille, dalla provincia, parte per Parigi (la storia è ambientata appunto in Francia) e attua il piano criminale: uccidere l'ex fiamma e dopo lanciarsi nel vuoto dalla Torre Eiffel

Ruba una pistola da borsetta e nell'attesa di compiere il delitto si tuffa in avventure sfrenate. Sesso, droga e rock and roll. Cene, danze, ristoranti, alberghi da urlo, abiti e parrucche, gira per le strade della capitale con un'auto che certo non passa inosservata, acquistata in un lampo, in una scena memorabile. 

Monica Vitti
Un giorno, invita a pranzo uno sconosciuto adescato lungo la via, un palombaro, uno, cioè, che recupera relitti negli abissi marini. Gli confessa di voler sparire dal mondo per sempre e poi taglia la corda, uccell di bosco. E allora inizierà una caccia all'uomo ovvero una caccia alla donna perché costui, il palombaro, tenta in ogni modo di rintracciarla, questa dama misteriosa di cui non sa neppure il nome, con l'obiettivo di dissuaderla dal togliersi la vita. Ci riuscirà?

Il film è costruito su una serie di situazioni paradossali e indelebili che suscitano ilarità e stupore. I dialoghi sono intelligenti. Monica Vitti anche nei monologhi, quando è sola in scena, brilla. Infine: viene voglia di fare una vacanza nella Ville Lumière

©micolgraziano 

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