Film per tutta la famiglia: "Mi chiamo Sam" "di Jessie Nelson


Sean Penn e Dakota Fanning in una scena di "Mi chiamo Sam" (2001)


UN FILM CHE SCALDA IL CUORE


Lucy: "Papà, perché la neve hai fiocchi?"
Sam: "Perché la neve ha i fiocchi!


Oggi, cari lettori, è la volta di “Mi chiamo Sam". Era il 2001 quando uscì questo bel film diretto da Jessie Nelson, Nelson che lo ha anche scritto con Kristine Johnson, dopo un lavoro di ricerca sul campo. Tra i produttori c'è Edward Zwick, che ha realizzato successi come "Traffic" (2000) e "Shakespeare in Love" (1998). Il cast è d'oro: Sean Penn, protagonista eccezionale, che si è aggiudicato una nomination agli Oscar; Michelle Pfeiffer, ammaliante nella parte di un’avvocatessa rampante, e Laura Dern, sempre perfetta anche in ruoli di contorno. E, ovviamente, la piccola Dakota Fanning, sorella dell’altra attrice di 'casa Fanning': Elle. Dakota ha il piglio della vera star: classe '94, all’epoca in cui ha girato "Mi chiamo Sam", aveva sette anni e un talento innato che l'ha portata a vincere il Critics' Choice Movie Award come miglior giovane interprete.


Sam (Sean Penn) ha una quarantina d'anni, ma è rimasto all’età mentale di sette. Deve crescere da solo la figlia, nata dopo un fugace incontro con una donna che non vorrà più saperne di lui e neanche della bambina. Sam chiamerà la neonata Lucy Diamond, come la Lucy dei Beatles, perché Sam ama la musica dei Beatles, sa tutto di loro e spesso parla anche con le frasi delle loro canzoni. Il rapporto tra Sam e Lucy procede a gonfie vele, anche grazie ad una vicina di casa che aiuta Sam e gli dà consigli. Sam e Lucy si divertono un mondo: lui la porta al ristorante a mangiare i pancake, la manda a lezione di pianoforte, la incoraggia a dare il meglio a scuola e la sera le legge la favola preferita: “Prosciutto e uova verdi” di Dr. Seuss. Un giorno però arrivano gli assistenti sociali che credono che Lucy debba crescere in un'altra famiglia, lontano da Sam, perché Sam, dicono, non sarebbe in grado di farle da padre. Inizia così la battaglia di Sam, aiutato da un legale (Michelle Pfeiffer) che, seppur a denti stretti, accetta il caso. Il percorso di Sam sarà anche motivo di crescita per la sua avvocatessa.

Tra le scene memorabili: Sam che, appassionato di cinema, in tribunale risponde con le battute di "Kramer contro Kramer". Sam che in un ristorante chiede la sua colazione preferita che però non c'è e allora urla, disperato, con tutto il dolore possibile, perché "il cliente ha sempre ragione!, il cliente ha sempre ragione!, il cliente ha sempre ragione!...". Molte battute sono state improvvisate, nate dalla genialità di Sean Penn, e sono rimaste nella versione finale del film perché funzionavano molto, molto bene. Tanti sono anche gli omaggi ai Beatles, per esempio il nome del personaggio di Michelle Pfeiffer: Rita Harrison, Rita come la canzone "Lovely Rita" ed Harrison come George Harrison.

"Mi chiamo Sam" è una bella favola moderna e c'è tanto bisogno di storie così.

©micolgraziano
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