Venezia77: "Miss Marx", un'opera rock! Romola Garai straordinaria


Romola Garai in una scena di "Miss Marx"


"MISS MARX" VI ASPETTA AL CINEMA!


ENERGICO, ELEGANTE
Torno a parlarvi, cari lettori, dei film della Mostra del Cinema di Venezia. Dopo "Non odiare", "Le sorelle Macaluso", "Padrenostro", oggi è la volta di "Miss Marx" scritto e diretto da Susanna Nicchiarelli. Un biopic, molto originale, sulla vita di Eleanor "Tussy" Marx (1855 - 1898), figlia di Karl. Un film che vi consiglio di andare a vedere perché merita. Incantano la fotografia, i colori, le scenografie. Le coreografie: c'è tanto teatro in quest'opera che omaggia brevemente anche l'Ibsen di "Casa di bambola". E inebriante è il rock presente in alcuni momenti clou come il ballo dionisiaco di Eleanor nel finale. Ipnotica la "Dancing in the Dark" di Bruce Springsteen, nella versione dei Downtown Boys. Insomma, un film carismatico come lo è Romola Garai, l'attrice protagonista: classe '82, britannica, è semplicemente perfetta. E quando uscirete dalla sala, avrete voglia di rivederla ancora - per soddisfare la curiosità guardatevi "Dirty Dancing 2" (2004), "La fiera della vanità" (2004), "Suffragette" (2015).


RITRATTI DI DONNA
Prima della Marx, Susanna Nicchiarelli aveva raccontato la vita di un'altra donna: la musicista Nico, cantante dello storico gruppo Velvet Underground. Il film è "Nico, 1988", premiato a Venezia, nella sezione Orizzonti. In "Miss Marx", invece, la regista romana fa conoscere al grande pubblico Eleanor Marx. Una donna all'avanguardia, la Marx, in prima linea, nell'Ottocento, a difendere i diritti delle donne, dei bambini, dei lavoratori. Amava il teatro, la letteratura ed è sua la prima traduzione in inglese di Madame Bovary. Una donna decisa, Eleanor, eppure fragile nel privato: consumata dall'amore per Edward Aveling (interpretato da Patrick Kennedy), scialacquatore e libertino. Una relazione complessa che portò la Marx alla dipendenza dall'oppio e infine al suicidio all'età di 43 anni. 

PS. Su Eleanor Marx c'è anche una biografia scritta da Yvonne Kapp e pubblicata in Italia da Einaudi. 

©micolgraziano

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