"Freaks out" di Gabriele Mainetti - Racconto surreale, gioia per cinefili

 

"Freaks Out"


"Freaks out" di Gabriele Mainetti. Matilde (una grandiosa Aurora Giovinazzo, fantastica rivelazione), la donna elettrica: accende lampadine con la bocca ed è in grado di provocare esplosioni che neanche una bomba, in pochi secondi polverizza e incenerisce. Qualche volta tiene a bada anche tigri fameliche. Cencio (Pietro Castellitto), ragazzo dai capelli ossigenati, dotato di una purezza fanciullesca, è il signore degli insetti, li doma, e con gesti da prestigiatore, li raccoglie a sé, mentre si manifestano dal nulla. C’è poi Fulvio (Claudio Santamaria), il gigante tutto peli, il viso completamente nascosto dal vello. Fulvio che gira con un cappuccio in testa ed è dotato di una forza specialissima: riesce a piegare addirittura il ferro. Infine, Mario (Giancarlo Martini) che è l’uomo calamita. Matilde, Cencio, Fulvio, Mario sono una combriccola di circensi, un po’ strampalati, isolati dal mondo, eppure dotati di poteri speciali, e magici. Vivono ai margini, nella Roma occupata dai nazisti. Attorno al fuoco, nottetempo, mentre si rifocillano in un angolo sperduto della Capitale, sognano di partire per aver salva la pelle, parlano (in un romanesco ingenuo dal sapore antico) di andare in America. Tirano avanti con pochi spiccioli, che rastrellano dal pubblico che accorre al tendone ad assistere ai loro numeri strabilianti. Questi 'fantastici quattro" sono affiatati, si vogliono bene come fratelli, e quando remano nella stessa direzione (proprio come i supereroi di “Eternals” che uniscono le energie) riescono a sconfiggere qualsiasi tipo di male (in questo caso a neutralizzare un esercito di nazisti). “Freaks Out” che nel titolo cita "Freaks" (1932), il celebre film di Tod Browning (“freaks” in inglese significa “strambi” ma anche “mostri”) è una dichiarazione d’amore al cinema, un incanto per cinefili; per chi ha voglia di perdersi nella magia trascinante del grande schermo. Una meraviglia visiva (accompagnata da un'emozionante colonna sonora). Insomma un’opera ricca di rimandi, che (ti) rapisce totalmente. Gli echi del passato sono numerosi e diversi: “La donna scimmia” di Marco Ferreri, "
8 ½" di Federico Fellini ma anche “La strada”, “Roma città aperta” di Roberto Rossellini (in una scena Matilde insegue una camionetta proprio come Pina/Anna Magnani), e ancora: “Bastardi senza gloria” di Quentin Tarantino e poi “L’armata Brancaleone” di Mario Monicelli e i film western di Sergio Leone. Ovviamente non dobbiamo dimenticarci i blockbuster dei 'Marvel Studios'. Una parola merita il cattivo della storia, il 'villain' Franz (interpretato dallo straordinario attore tedesco Franz Rogowski che somiglia a Joaquin Phoenix), un personaggio che resta impresso, anche grazie alla splendida performance di Rogowski“Freaks Out” fa battere il cuore ed è proprio un peccato lasciarselo scappare. 

©micolgraziano

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