"Supernova" (2020), recensione del film con Colin Firth e Stanley Tucci

 

Supernova


"Supernova", film britannico scritto e diretto da Harry Macqueen: storia d'amore, dramma, piccolo road movie (i protagonisti si concedono una breve fuga come accade in "Ella & John" di Paolo Virzì). Un film, "Supernova", che tocca temi di peso: l'amore indissolubile e senza barriere, la malattia, la morte, l'eutanasia. Ambizioso negli intenti. Minimale. Dialoghi dal sapore teatrale. Intimo e poetico (il titolo fa riferimento, appunto, alle stelle, e il cielo notturno appare in più di un'occasione) raggiunge dei buoni risultati in alcuni punti, restando comunque incompiuto. 

La storia eccola qui: Tusker (Stanley Tucci) è uno scrittore. Il suo compagno si chiama Sam (Colin Firth), pianista di professione. I due stanno insieme da parecchio tempo, sono una coppia solida. Vivono l'uno per l'altro. Le fratture, le incomprensioni (e le liti) nella relazione iniziano quando Tusker scopre di essere malato di demenza precoce e, non sopportando l'idea di diventare un peso per il partner, vuole ricorrere all'eutanasia. Decisione che prende in segreto, tagliando fuori dalla scelta Sam. 

Supernova
Sam, comunque, scopre le intenzioni di Tusker frugando in una scatola, durante un micro tour in camper. Un tour veloce che i due si concedono per rivedere i luoghi dove il loro sentimento è sbocciato e salutare (l'addio di Tusker) i parenti che organizzano per l'occasione una festicciola con un gruppo di amici più stretti. Tusker, seppur malato, è ancora presente a se stesso e non vengono mostrate le conseguenze tragiche della malattia come per esempio in "The Father", "Still Alice", "Iris"

La forza della pellicola sta nella convincente interpretazione dei due attori che hanno un'intesa tangibile, perché sono amici di vecchia data nella vita reale. Colin Firth è perfetto nei primi piani, nelle scene di pianto e disperazione. Allo stesso modo Stanley Tucci dà il massimo. Restano impressi gli sguardi, gli abbracci, le nottate a contemplare gli astri, e la consapevolezza (sembra suggerire la storia) che nulla scompare, anche dopo la morte: perché la vita si ripresenta in altra forma. Insomma, un film certo di qualità ma che sembra un'occasione mancata. 

©micolgraziano 

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