FILM ROMANTICI: "INNAMORARSI" DI ULU GROSBARD 🚂


Una scena del film "Innamorarsi" (1984)




INNAMORARSI IN TRENO

Una storia di passione che ricorda "Breve incontro"


Frank:"Sa che lei è molto bella?"
Molly:"(...) Sono molto sposata"
Frank:"Lo sono anch'io"


Dopo "Il Cacciatore", del 1978, i premi Oscar, Meryl Streep e Robert De Niro, tornarono a recitare insieme. De Niro cercava il progetto giusto e l'occasione arrivò con questo bel film del 1984 diretto da Ulu Grosbard, regista di origine belga, con cui De Niro girò "L'assoluzione" (1981) . "Volevamo qualcosa di reale", disse Meryl Streep a proposito di "Innamorarsi". Ed è appunto il verosimile a rendere il film così vivo e naturale: difficile dimenticarlo o lasciarlo a metà. A firmare soggetto e sceneggiatura è lo scrittore premio Pulitzer, Michael Cristofer, che scrive qualche anno più tardi "Il falò delle vanità" (1990) di Brian De Palma, tratto dal romanzo omonimo di Tom Wolfe.

Una scena del film "Innamorarsi"

"Innamorarsi" ricorda per certi versi “Breve Incontro” (1945), grande classico del cinema britannico, diretto da David Lean. Gli elementi combaciano: la stazione, gli incontri segreti, l'imbarazzo, l'innamoramento, la ricerca di un posto dove poter stare soli, un forte senso di colpa, la rottura e le conseguenze dell'addio. L'amore tra Molly e Frank, però, pur somigliando a quello di Laura e Alec, è meno pudico. Anche perché i produttori di "Innamorarsi" considerarono la prima stesura della sceneggiatura di Cristofer troppo tiepida nel descrivere la passione.

Memorabili i viaggi di Molly e Frank sul treno dei pendolari, la mattina, sulla linea New York City - Manhattan - Westchester County. E anche la Grande Mela addobbata a festa per Natale. De Niro e Meryl Streep in questo film sono ineguagliabili e lei vinse il David di Donatello come miglior attrice straniera. Prima della Streep, per il ruolo di Molly vennero prese in considerazione anche Jessica Lange e Jane Fonda che affiancherà Robert De Niro nel celebre "Lettere d'amore" del 1990 diretto da Martin Ritt


©micolgraziano



Commenti