ORSO D'ORO A BERLINO:"GRAND CANYON" DI LAWRENCE KASDAN


"Grand Canyon"
Kevin Kline e Danny Glover in "Grand Canyon" (1991)

DAL REGISTA DI  "THE BIG CHILL" 

Lawrence Kasdan (regista del cult "The Big Chill - Il grande freddo) dirige questo bel film, premiato con l'Orso d'oro al Festival di Berlino del 1992. Ottiene anche una nomination agli Oscar per la sceneggiatura - che Kasdan ha scritto insieme alla moglie Meg. La storia, corale, racconta la crisi dei valori e la violenza che tutto distrugge. Via di fuga resta lo spettacolo imponente della natura, quel Grand Canyon che ricorre più volte nei discorsi dei protagonisti, luogo eterno, magico e salvifico, ma anche metafora del divario e delle ingiustizie della società. Rifugio sicuro sono poi le relazioni solide (e nel film ce ne sono) che permettono di andare avanti con coraggio. Il cast è di primo piano: Kevin Kline (Oscar per "Un pesce di nome Wanda"), Steve Martin, lo strepitoso Danny Glover, ("Il colore viola", e la serie di "Arma Letale") e Mary McDonnell, che tutti ricordano per la straordinaria interpretazione in "Balla coi lupi" di Kevin Costner

"Grand Canyon" è ambientato in una Los Angeles che poco ha di angelico (niente angoli sognanti stile "La La Land"), lontana anni luce dai fasti della Hollywood dorata. Qui Los Angeles è una metropoli cattiva e decadente, presentata così anche dall'industria cinematografica: Steve Martin è Davis,  un produttore che sta per portare in sala una pellicola sanguinaria. Davis che racconta l'orrore e che cadrà vittima egli stesso della ferocia: gli spareranno in strada per strappargli via l'orologio. 

Una scena di "Grand Canyon"
Una scena del film, con tutti i protagonisti ripresi di spalle


"Grand Canyon", film corale, intreccia vari destini. C'è Mack (Kevin Kline) che, una notte, resta con l'auto in panne e viene aggredito da un gruppo di balordi. Si salva per un soffio grazie all'intervento di Simon (Danny Glover). Simon è un uomo buono, vive da solo e troverà l'amore grazie a Mack che gli farà conoscere l'anima gemella. Otis è il nipote di Simon, un giovanotto fragile, inghiottito dal degrado del quartiere in cui vive: finito sulla cattiva strada, fa preoccupare la madre e lo zio Simon. C'è poi Claire (Mary McDonnell), moglie di Mack, donna ansiosa e spaventata, che un giorno, trova tra i rovi una neonata. Un barlume di speranza: cercherà di adottarla. 

Un film che invita a riflettere sui valori della solidarietà. Tra le scene clou: la scossa di terremoto e Mack che dà soccorso ai vicini con la mano sanguinante, dopo essersi tagliato accidentalmente con un coltello mentre preparava da mangiare. E quell'elicottero che attraversa il cielo di Los Angeles, presenza inquietante, come lo è questa città descritta in "Grand Canyon".

Bella la fotografia: avvolge.


©micolgraziano
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