"Le cose che so di lei" di Rodrigo García (2000) - Cinque storie di donne

 

Glenn Close e Matt Craven in una scena del film "Le cose che so di lei"


"Le cose che so di lei" (2000) è scritto e diretto da Rodrigo García, figlio di Gabriel García Márquez. Presentato a Cannes e premiato nella sezione Un Certain Regard, il film ci propone una serie di storie che s'intrecciano tra loro: storie di donne, di amori, di solitudini, di passioni sopite. Racconti uno collegato all'altro secondo una struttura che ricorda "America oggi" di Altman o "Magnolia" di Anderson. Lo stile è asciutto e i silenzi eloquenti. Cinque le protagoniste: Elaine (Glenn Close) che ha chiuso col sesso ed è infelice, tira avanti tristemente: casa, lavoro, una madre a cui fa da badante; una casa grande e asettica che suggerisce bene il suo vuoto. Un giorno Elaine consulta Christine, una cartomante (Calista Flockhart, moglie di Harrison Ford) che le annuncia un uomo all'orizzonte. Anche la veggente, Christine, però, fa i conti col dolore: la sua compagna (un'incisiva Valeria Golino) ha un cancro e le restano pochi giorni di vita. E poi c'è la disinibita Rebecca (Holly Hunter) dirigente di banca, che salta da una relazione all'altra, senza impegnarsi troppo, ha un rapporto (soprattutto di letto) con un uomo sposato ma si concede anche ad altri, senza troppi rimpianti. Carol invece (Cameron Diaz) è una ragazza non vedente, romantica, che vive con la sorella e che sogna l'uomo perfetto. E infine abbiamo Rose (Kathy Baker) divorziata, scrittrice di storie per bambini, madre di un adolescente, molto attivo sessualmente, cosa che a lei provoca disagio. Ma a un certo punto, anche Rose si lascerà andare, flirtando col nuovo vicino di casa. Un film introspettivo che mette a nudo l'animo umano, in tutta la sua complessità. 

©micolgraziano

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