Film leggendari: "La febbre del sabato sera" (1977)

 

Julie Bovasso, Val Bisoglio e John Travolta in "La febbre del sabato sera"


Inizio memorabile: Tony Manero (uno stratosferico John Travolta) cammina a passo svelto per le vie di Brooklyn (Manero abita nel quartiere di Bay Ridge). Si ferma a comprare un pezzo di pizza (da "Lenny's") . Lo mangia di gusto e ogni tanto si gira a guardare le belle che passano. Tony lavora in un negozio di vernici. Vive a casa con i suoi e la nonna. Il padre è disoccupato, la madre casalinga. Il fratello fa il prete. La vita di Manero è parecchio grigia. Ma lui se ne frega perché il sabato sera può lasciarsi tutto alle spalle e diventare il Re (con la erre maiuscola) della pista al "2001 Odyssey" (era una discoteca di NYC). Tony, i capelli fonati, la camicia ganza. Soprattutto: balla come nessun altro. I suoi amici sono più interessati alle droghe e al sesso. Tony va in estasi con la musica. Si muove talmente bene che qualcuno lo chiama Nureyev. Le notti di Manero e compagnia, dopo la disco, finiscono tra pericolose tragiche acrobazie al Ponte di Verrazzano (il ponte di NYC dedicato al navigatore italiano). Ancora oggi “La febbre del sabato sera” fa restare a bocca aperta. La sua forza? Il realismo. Una storia potente raccontata senza effetti speciali. Il protagonista Tony è un ragazzo senza ambizioni particolari. Ha una famiglia che non lo apprezza. La stanzetta di Tony, con i poster appesi alle pareti, ci parla dei suoi miti: l'Al Pacino di "Serpico", il Sylvester Stallone di "Rocky". Bruce Lee. La bella Farrah Fawcett ("Charlie's Angels") dai capelli vaporosi. 

John Travolta in una scena de "La febbre del sabato sera"
La macchina da presa ci mostra Tony in slip mentre si alza dal letto al mattino e si guarda allo specchio - cosa che all’epoca (come ha raccontato il regista John Badham) fece scalpore. E poi c'è la sceneggiatura, solida, che scava nel profondo. Lo dimostra una scena emblematica: Tony e Stephanie (la straordinaria Karen Lynn Gorney) seduti al ristorante. Stephanie (di umili origini come Tony) si dà un sacco di arie. Dice di conoscere questo e quello. D'aver incontrato l'attore inglese Laurence Olivier, di andare a fare shopping da Bonwit Teller. Manero è visibilmente a disagio. Per poi sbottare (masticando a bocca aperta un panino) quando lei lo accusa d'essere un mediocre che non è nemmeno andato all'università. Ciliegina sulla torta: le musiche dei Bee Gees. Una delle colonne sonore più vendute di tutti i tempi. 

©micolgraziano

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