"La persona peggiore del mondo" (2021), romcom di Joachim Trier

 

La persona peggiore del mondo

La persona peggiore del mondo

rom-com d'autore

"La persona peggiore del mondo" ha ricevuto due candidature agli Oscar 2022 (nomination per miglior sceneggiatura e miglior film straniero). 

Dietro la macchina da presa l'occhio attento di Joachim Trier, (classe '74) regista norvegese, tra i più apprezzati della sua generazione e molto stimato in Francia. 

Trier è autore anche del copione, scritto a quattro mani con il fido collaboratore Eskil Vogt

La persona peggiore del mondo
"La persona peggiore del mondo" è stato presentato con successo a Cannes 2021

Applaudito dalla critica, c'è chi l'ha già definito "un classico", una di quelle pellicole destinate ai cinefili. Una commedia da collezione come "Io e Annie", "Harry, ti presento Sally..." o "C'è posta per te".  Trier parlando del suo film ha detto: "è una rom-com per un pubblico che odia le rom-com". La protagonista, l'ottima Renate Reinsve (classe '87, norvegese) è stata premiata, appunto, al Festival di Cannes per la sua interpretazione. 

Renate Reinsve è sempre stata la 'prima scelta' di Trier che ha scritto il film proprio pensando a lei. I due si conoscevano già e avevano lavorato insieme nel lungometraggio "Oslo, 31. august", uscito nel 2011.

E, a proposito, del cinema americano, prima citato. Se ne sentono gli echi, di tanto in tanto, nei dialoghi, nella scelta di certa musica jazz. Il pensiero va ovviamente a Woody Allen e Nora Ephron

Alle pareti dell'appartamento di uno dei protagonisti troviamo il poster di "Chi ha paura di Virginia Woolf?" (celebre dramma teatrale sui complicati rapporti di coppia e splendido film di Mike Nichols). Ma poi il film di Trier segue il proprio corso, tracciato tra realismo e proiezioni nel fantastico. 

Trier è sicuramente permeato di cinema statunitense. Hollywood è presente nei dialoghi dei personaggi: vengono nominati David Lynch e "Quel pomeriggio di un giorno da cani" di Sidney Lumet. 

Renate Reinsve è impeccabile: si concede senza inibizioni. E ci consegna una prova matura. Capace di empatia e sensibilità. Illumina lo schermo con la vulnerabilità, fondamentale per entrare nei panni di questa trentenne di nome Julie, fragile e inafferrabile. "Sei una bella persona", le dice il suo ex. Ma allora chi è 'la persona peggiore del mondo'? 

Il titolo allude ironicamente proprio a Julie che non riesce a stare ferma. Che non sa quello che vuole. Che cambia idea in continuazione. Che corre, capelli al vento, per andare a baciare uno sconosciuto con cui ha parlato un paio d'ore. Che segue i battiti del cuore e non sa immaginare il futuro. Perché nuota in un continuo fluire. Trasportata dalle ebrezze dell'istante. Dalle gioie fugaci di incontri inattesi. Julie, alla stregua di Alice nel paese delle meraviglie, scopre mondi nuovi. Distrattamente finisce dove nessuno l'attendeva. Vede una porta aperta e, oplà!, entra. Senza bussare. Ospite mai invitata, s'introduce ad una festa: lì si lascia sedurre. 

E appunto, veniamo alla trama de "La persona peggiore del mondo". L'essenza della storia è il dubbio, l'incertezza. Julie è in perenne movimento. Alla costante ricerca dell'amore. Prima con un intellettuale, un fumettista con una carriera solida. Lui vorrebbe vivere con lei per sempre. Avere dei figli. Ma Julie non è pronta. Una mattina, di colpo, si sente un'estranea. Non comprende il filosofeggiare di lui e dei suoi amici. E allora comincia una relazione con un tizio che è l'esatto opposto del suo precedente partner. 

Il secondo amore di Julie è un ragazzotto buono, gentile ma semplice. Troppo limpido, forse, per l'inquieta Julie. L'attrazione fisica non basta. L'ardore del momento. Una notte lui le sussurra ti amo, ma Julie è già altrove. Inorridisce, Julie, quando lui usa l'aggettivo "carino" per commentare un racconto. Così finisce anche quel rapporto che sembrava idilliaco. 

Insomma, "La persona peggiore del mondo" è un affresco di ciò che le relazioni possono diventare quando il desiderio di addentare la vita si fa irresistibile e preponderante. 

©micolgraziano 

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