"Marry Me" - Romcom con Jennifer Lopez

 

Jennifer Lopez

“Marry Me”, favola rosa coi fiocchi. Colorata, zuccherosa e sì c’è bisogno anche di film così. Che allontanano noie e pensieri grigi. “Marry Me” riconcilia col mondo intero. Insomma: da guardare se si ha l’umore a terra. Gli americani sono speciali nel confezionare pellicole romantiche d'intrattenimento. 

“Marry Me” non è da meno. Per una serie di motivi: un cast di ottimi attori (c’è anche John Bradley de “Il trono di Spade”), le immagini di una New York più affascinante che mai, e una colonna sonora emozionante cantata ovviamente da Jennifer Lopez che interpreta una popstar di successo e suona, duetta (con il cantautore colombiano Maluma), balla, posa per servizi fotografici da urlo. 

Quanto al coprotagonista, Owen Wilson, si sa, è straordinario nei film brillanti (infatti è stato anche scelto da Woody Allen in “Midnight in Paris”) e qui è tenerissimo nei panni di un anonimo professore delle medie che insegna matematica con passione. 

Jennifer Lopez
Questo insegnante, Charlie, così normale, così vecchio stampo, usa un cellulare preistorico, detesta i social, gli piace starsene sul divano a guardare la tele, sgranocchiare cereali e popcorn, col cane pigrissimo che russa accanto. Il prof in questione, divorziato,  è anche un papà premuroso, legatissimo alla sua piccola che sta per diventare adolescente. 

Ebbene il buon Charlie, semplice e senza grilli per la testa, vivrà una stramba relazione con una donna che è l’opposto di lui, la super-mega-stella Kate Valdez (Jennifer Lopez, ovviamente). Lei una sera durante un concerto lo punta dal palco e gli chiede di sposarlo. Potrebbe accadere in un sogno una cosa del genere, i sogni che abbattono ogni barriera, e non esiste l'assurdo.

Oppure in film come "Notting Hill" a cui "Marry Me" è stato accostato. Il paragone però non regge perché i due film sono completamenti diversi. Ciò che li accomuna è una sensazione di benessere che resta durante e dopo la visione. 

Jennifer Lopez
Gli ingredienti per ammaliare il pubblico, dunque, non mancano. E funzionano. Certo, “Marry Me” non è l’opera del secolo ma non occorre arricciare il naso perché film così regalano un po' di sana leggerezza, ci fanno tornare bambini, ingenui, ci fanno credere che si possa volare anche senza ali. 

Prima di chiudere un paio di curiosità: “Marry Me” è tratto dalla graphic novel di Bobby Crosby and Remy "Eisu" Mokhtar; l’abito da sposa indossato da Jennifer Lopez (anche produttrice della pellicola) pesa ben 43 chili e durante le lunghe riprese Jennifer Lopez ha subito un infortunio all’anca. L'abito, splendido, è stato disegnato dallo stilista libanese Zuhair Murad che, nel corso della sua carriera, ha vestito personalità del mondo della musica e del cinema da Adele a Kristen Stewart.

©micolgraziano 

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