"Il piano di Maggie" di Rebecca Miller - Commedia sofisticata in stile Woody Allen

 

Ethan Hawke e Greta Gerwig nel film "Il piano di Maggie"

Rebecca Miller, figlia del celebre drammaturgo Arthur (che fu marito di Marilyn Monroe), è una scrittrice, sceneggiatrice e regista. Il suo stile è riconoscibile: commedie sofisticate che ricordano il cinema di Woody Allen. “Il piano di Maggie” è anche una lettera d'amore a New York: la città è rappresentata in tutta la sua bellezza, come accade, appunto, nei film di Woody Allen o nelle commedie di Nora Ephron, per esempio, o di Nancy Meyers o di Noah Baumbach, compagno di vita di Greta Gerwig, che è protagonista del film in questione. Ebbene, il cast: oltre alla Gerwig (qui nei panni di un personaggio alla “Frances Ha"), abbiamo Julianne Moore e Ethan Hawke. Al centro della storia un triangolo amoroso. Hawke è un antropologo, con la passione della letteratura, e un sogno nel cassetto: scrivere un romanzo grandioso, progetto tanto ambizioso quanto arduo (la trama del libro diventa via via più complicata). John (è questo il suo nome) è inquieto, un po' immaturo. Non va d'accordo con la moglie Georgette (Julianne Moore) importante professoressa di università e con un caratterino niente male. Un giorno John pianta Georgette e si mette con la candida e giovane Maggie (la dichiarazione è romantica e rigorosamente in ginocchio). Maggie, ingenua e pasticciona. Si sposano in fretta e furia. Nasce una bambina. Tuttavia la convivenza non è un paradiso. John è sempre lì che scrive e scrive, e Maggie è insoddisfatta. Spontanea, naïf, Maggie, col passare del tempo, si rende conto che la vita matrimoniale non è come se la immaginava. O forse non fa per lei, chissà; lei che prima di sposarsi sognava di essere indipendente e libera e di mettere al mondo un figlio con l'inseminazione artificiale. E allora, di colpo, Maggie architetta un piano che considera geniale: rispedire John dalla ex. Quale ex? Georgette, ovviamente. Le due signore, un tempo acerrime nemiche, stringono alleanza, manipolano il povero, ignaro, John per farlo tornare, come si dice in questi casi, all'ovile. John, spinto come una pedina in una sorta di gioco dell'oca (perché John torna indietro) dove a fare la parte del leone sono le donne. Tra le scene più riuscite una nella vasca da bagno con le bolle di sapone che svolazzano. Insomma, una commedia brillante che, attenzione, non fa ridere a crepapelle, ma sicuramente regala buon umore. 

©micolgraziano 


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