"L'ultima battuta", commedia con Tom Hanks e Sally Field

 

Tom Hanks

“L’ultima battuta” di David Seltzercommedia degli anni Ottanta, consigliata a chi ama: la stand-up comedy, gli show americani, i locali notturni di New York, e Tom Hanks, il Tom Hanks degli esordi, dei tempi di “Big”, insomma; all'epoca Hanks si fece notare recitando in pellicole brillanti per poi affermarsi come stella indiscussa negli anni Novanta grazie a film importanti come "Philadelphia" e  “Forrest Gump”

“L’ultima battuta” non è certamente un'opera capolavoro, tuttavia merita la visione per la bravura degli attori - accanto a Tom Hanks la sempre puntuale Sally Field -, per il modo in cui racconta l'ambiente dello spettacolo; le difficoltà di chi aspira a raggiungere il successo, le illusioni di chi attende il colpaccio e intanto non ha un centesimo in tasca. 

Alcune scene sono poetiche e restano nella memoria: quando Tom Hanks imita Gene Kelly in "Cantando sotto la pioggia" e danza tra le pozzanghere schivando le auto della Grande Mela, mentre la sua amica (Sally Field) lo guarda commossa dalla vetrina di un bar.  Insomma, i momenti ben riusciti non mancano. Diverse battute fanno centro. Non si ride con le mani sulla pancia ma un paio di monologhi meritano. 

Tom Hanks
Quanto ai personaggi: Tom Hanks veste i panni di un giovanotto di ottima famiglia che per accontentare il padre frequenta la facoltà di medicina, ma è un pessimo studente. La sua vocazione, infatti, è un’altra: diventare un comico. E ci riesce a strappare applausi perché nel piccolo locale in cui si esibisce il pubblico stravede per lui. Sally Field, invece, dà il volto a una casalinga insicura, succube del marito, un tipo insensibile e bigotto che la vorrebbe tutto il dì davanti ai fornelli, a sgrassare i pavimenti, a stirare per lui e le figlie. A casa, invece, lei è un disastro. 

La passione del palcoscenico la consuma. Si dispera perché le sue esibizioni non entusiasmano gli avventori del club e arriva a sborsare centinaia di dollari per acquistare barzellette da un tizio che le assicura magnifici risultati, salvo poi rendersi conto di essere stata miseramente truffata. 

Resta inspiegabile, e deludente, il finale che comunque non svelo. Ma dirò soltanto che una sceneggiatura più appuntita, più coraggiosa, avrebbe reso la storia corrosiva (più coerente) e maggiormente accattivante proprio come la stand-up comedy dovrebbe essere. 

Curiosità: nel cast anche Mark Rydell, regista di "
Sul lago dorato".

©micolgraziano

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