"Blackout Love" (2021) con Anna Foglietta, su Prime Video


Anna Foglietta

"BLACKOUT LOVE"
commedia contro i cliché ma...non troppo.

Valeria (Anna Foglietta) è una tipa tosta. O almeno sembra. Valeria paragona gli uomini a fettine di carne andate a male. Da quando il compagno l’ha piantata senza spiegazioni (solo un bigliettino e due righe striminzite), Valeria salta da un letto all'altro. Fugge via alla chetichella prima che l'amante di turno si svegli. Somiglia ai cinici scapoli mandrilli della commedia all’italiana (interpretati da Alberto Sordi). Valeria seduce, mente, molla. Taglia la corda sul più bello. Detesta le moine. Odia lo zucchero (metaforico, ovviamente), lo teme più della peste. Valeria non toglie la corazza. È una guerriera programmata per distruggere il nemico (slogan che insegna alle pallavoliste da lei allenate). Indossa magliette di cotone con stampati squali dai denti aguzzi. Gli uomini la bollano senza pietà: matta da legare. Lei, per scrollarsi il dolore di dosso, blocca numeri di telefono e sparisce per sempre. 

Anna Foglietta
Un bel giorno, Marco (Alessandro Tedeschi), il suo storico ex, si materializza inatteso: vittima di un grave incidente, ha la memoria sfilacciata, sbiadita. Non ricorda affatto del brusco addio a Valeria. Il medico di Marco trova subito la cura: consiglia a Valeria di nascondere la verità e di accogliere Marco in casa, malgrado la coppia sia da tempo scoppiata. Il piano è: vivere sotto lo stesso tetto, scimmiottando Romeo e Giulietta. Marco, novello figliol prodigo, torna all'ovile. Ignaro che la relazione con Valeria sia acqua passata. Lei, schiacciata da una valanga di emozioni contrastanti (ti amo, ti amo, anzi no!), medita micidiale vendetta: accudirlo teneramente e a un certo punto via, sbatterlo fuori senza pietà. Gli eventi prenderanno, invece, un'altra piega. 

Blackout Love
“Blackout Love” è il lungometraggio d'esordio di Francesca Marino, fotografa e regista (figlia del noto autore e regista Umberto Marino). La commedia, nelle premesse, si annuncia interessante, insolita, diversa, lontana dai triti luoghi comuni. Sembrerebbe, in partenza, un racconto pungente, agro, cinico, permeato di umorismo nero. Una storia figlia della grande commedia all'italiana che non giudicava e non sopportava moralismi. Nei fatti però la trama più si snoda e più si ammorbidisce. Gli angoli si smussano. Il limone lascia il posto a un vasetto di miele. La protagonista Valeria spunta i denti di squalo (gli squali stampati sulle sue magliette di cotone). D'un tratto la divora il desiderio di diventar moglie e madre perfetta di quel Marco che insultava e detestava. Sarebbe stato più efficace, invece, in fase di scrittura, virare verso la black comedy alla "Guerra dei Roses"

Blackout Love
Quanto ai riferimenti cinematografici: si avvertono gli echi di classici americani come “Se mi lasci ti cancello”, con Kate Winslet e Jim Carrey, uno dei film più famosi degli anni Duemila, pellicola acclamata dalla critica e premiata con l'Oscar alla sceneggiatura. L'espediente narrativo dell'assenza di memoria è comunque un motivo ricorrente. Pensiamo al film di Mike Nichols, con Harrison Ford: “A proposito di Henry”il protagonista perde i ricordi e, una volta
 guarito, da perfido e insopportabile, eccolo buono e altruista. Per concludere possiamo dire che “Blackout Love" è un'opera dal passo discontinuo. Resta brillante l'interpretazione di Anna Foglietta che tiene sulle spalle il film grazie ad un innegabile carisma. 

©micolgraziano

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