Venezia77: "Lasciami andare", thriller dal libro di Coake

 

Stefano Accorsi in "Lasciami andare" (2020)


Cari lettori, torno a parlarvi dei film di Venezia77, dopo "Le sorelle Macaluso", "Lacci", "Miss Marx", "Padrenostro", "Non odiare", oggi è la volta di "Lasciami andare", opera fuori concorso che ha chiuso la Mostra. Il film, diretto da Stefano Mordini ("Pericle il nero", 2016), è ora in sala e ve lo consiglio; sì, a me è piaciuto perché non dà risposte definitive. L'incertezza accresce il mistero, essenza di ogni thriller o storia di terrore. Tratto dal romanzo You Came Back, dell'americano Christopher Coake, la trama è perfetta per chi divora libri dell'occulto, di religioni orientali, di fisica quantistica o semplicemente per chi è attratto dai racconti sulle case abitate da strane presenze; possiamo dire che questo è un thriller soprannaturale. Magnetica è Venezia (qui si svolge la storia), scura e tenebrosa, bella da togliere il fiato; una città che si fa personaggio, custode di segreti inconfessabili, una presenza viva, carismatica, che accresce il fascino del film. Non è la prima volta che la città diventa luogo per un thriller, pensiamo, per esempio, a "Cortesie per gli ospiti" (1990) di Paul Schrader (è lui che ha scritto "Taxi Driver") e sceneggiato da Harold Pinter (io adoro il teatro di Pinter. A voi piace?).

E veniamo al cast di "Lasciami andare": Stefano Accorsi, Maya Sansa, Serena Rossi (anche in veste di cantante). E poi Valeria Golinoin un ruolo, la Golino, come lei stessa lo ha definito, insolito: un personaggio poco limpido, avvolto nell'ombra. Ed è davvero un piacere vederla recitare perché riempie lo schermo con una energia unica e particolare. 

Perché vedere "Lasciami andare"? Perché se da un lato possiamo considerarlo un film di puro intrattenimento dall'altro ci fa riflettere, in maniera profonda, sull'esistenza della vita dopo la morte. 

PS. Valeria Golino è protagonista di un'altra pellicola, presente nella selezione ufficiale della Festa del Cinema di Roma, il titolo è "Fortuna", interessante opera prima, di Nicolangelo Gelormini.

©micolgraziano

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